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L’esigenza di realizzare un laboratorio personale e la sfida nel recuperare anziché costruire, ha portato Angelo Grassi,  nel corso degli ultimi 20 anni ad affrontare un impegno di vita oltre che di lavoro.

Angelo, tramite interventi a blocchi nelle diverse aree dell’ex-cementificio S.I.C.L.I. ha raggiunto un risultato a dir poco sbalorditivo: trasformare un’area malsana e decadente in un centro dedicato al lavoro, allo spettacolo, all’arte e al tempo libero, non è stata un’impresa semplice.

Anni di progetti, investimenti e lavoro si concretizzano oggi in un’architettura complessa di spazio e persone che rendono l’ex-cementificio completamente funzionante.
 


 

Il nome “FABBRICA” deriva dal fatto che da sempre questo luogo è stato costruito per “produrre”. Ora, fortunatamente, seguendo una maggiore razionalità dettata dalla cultura e dal rispetto per l’ambiente, è un contenitore in continuo movimento, che muta secondo le esigenze di che ne fa uso ed è predisposto per accogliere via via sempre nuove attività economiche, sociali, culturali e artistiche.

Il visitatore che entra a Fabbrica respira un’atmosfera immobile, sospesa nel tempo. I grandi spazi in parte portati a nuovo, in parte lasciati volutamente nel loro stato originale, contengono imponenti macchinari che non possono che affascinare ogni animo.

A questa sensazione di staticità e imponenza si affianca la calda accoglienza che Angelo ha voluto dare a ogni ambiente, curandolo in ogni dettaglio con il suo inconfondibile stile.
 


 

Una struttura, un edificio, un mobile o un oggetto che si lascia restaurare e riutilizzare nella sua integrità, al quale viene aggiunto qualche pensiero contemporaneo, al fine di ottenere una duttilità di servizio e un’estetica gradevole, rappresentano il concetto di Recupero.

Trovando questo edificio così “forte”, Angelo ha pensato subito alle immense possibilità che il riuso poteva consentire ed è riuscito a recuperarlo al meglio.

E' stata recuperata la parte storica, conservando le tracce di un luogo che ,sia prima che dopo la guerra, ha dato occupazione a tante persone. Questa vocazione all’impiego è stata rispettata e incentivata e si può sicuramente asserire che il fatturato complessivo ottenuto dalla somma del lavoro dei diversi artigiani che vi operano attualmente ha subito un netto miglioramento rispetto a quello che poteva fatturare il cementificio.  

Inoltre, riconvertendo il cementificio in laboratorio artigianale è stato ridotto l’inquinamento per un raggio di 10 km, aumentando la qualità dell’aria e riducendo anche l’inquinamento acustico.

Salvando il cementificio, Angelo ha inoltre contribuito a regalare natura al territorio di Gambettola, cittadina che nella nostra zona, ha il più basso indice pro-capite di verde.

Gli spazi interessanti presenti nell’edificio sono numerosi, e ognuno è stato bonificato e arredato con stile, utilizzando in piccola parte materiali nuovi e per la maggior parte materiali recuperati dagli allestimenti fieristici e teatrali (cioè materiali provenienti dal lavoro quotidiano di Angelo).

Ad esempio, lo splendido osservatorio, situato a 40 Mt di altezza, dal quale lo sguardo spazia a 360° dalle colline fino al mare e dove si possono ammirare i primi contrafforti degli Appennini, oppure lo spazio Dopolavoro destinato ad accogliere tutti coloro che vogliono rilassarsi guardando il panorama davanti a un buon bicchiere di vino.

Anche il laboratorio scenico teatrale (Sala dei Filtri) è uno spazio molto interessante che per la sua capienza e versatilità permette di dare vita a nuove creazioni, dando una spinta all’attività artistica del territorio.
 


 


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